Ecobonus per riqualificazione energetica di edifici esistenti

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Ecobonus 2026: nuove Aliquote e interventi agevolati

L’Ecobonus, il pilastro degli incentivi per la riqualificazione energetica introdotto nel 2013 (D.L. 63/2013), continua la sua evoluzione normativa. L’agevolazione consiste in una detrazione fiscale ripartita in 10 quote annuali, accessibile sia dai privati (IRPEF) che dalle imprese (IRES).

La convergenza delle aliquote: cosa cambia dal 2024

Il panorama degli incentivi ha subìto una trasformazione radicale. Se fino al 2024 l’Ecobonus operava con un ventaglio di detrazioni variabili (dal 50% all’85% per i condomini), dallo scorso anno il sistema è stato uniformato ai parametri del Bonus Ristrutturazioni.

Per le spese sostenute nel corso del 2026, la Legge di Bilancio stabilisce una distinzione basata sulla tipologia di immobile:

  • 50% per gli interventi sull’abitazione principale (riservato a proprietari o titolari di diritti reali);
  • 36% per tutte le altre tipologie di immobili.

Massimali e adempimenti: le differenze chiave

A differenza del Bonus Ristrutturazioni, che prevede un tetto di spesa complessivo, l’Ecobonus fissa limiti massimi per singolo intervento calcolati sulla detrazione spettante. Alcuni esempi significativi:

  • Riqualificazione globale: detrazione fino a 100.000 euro.
  • Sostituzione impianti di climatizzazione: detrazione fino a 30.000 euro.

Sotto il profilo burocratico, restano confermati i vincoli per i redditi elevati e l’obbligo di comunicazione all’ENEA, corredata dalle asseverazioni tecniche. Tale invio è necessario anche per i lavori di efficientamento energetico trainati dal Bonus Ristrutturazioni. Per la validità del beneficio, i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico parlante entro il 31 dicembre 2026.

Gli interventi incentivabili nel 2026

L’elenco delle opere ammesse (rif. Legge 296/2006 e successivi aggiornamenti) include:

  • Riqualificazione energetica globale dell’edificio.

  • Isolamento termico (cappotto termico, tetto e solai).

  • Sostituzione di infissi, finestre e serramenti.

  • Installazione di pompe di calore o sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia a condensazione).

  • Caldaie a biomassa e collettori solari termici.

  • Scaldacqua a pompa di calore e micro-cogeneratori.

  • Schermature solari e sistemi di building automation.

Il tramonto delle caldaie a gas: la svolta “Green”

In linea con la Direttiva Europea EPBD (Energy Performance Building Directive) del maggio 2024, l’Italia ha rimosso gli incentivi per le tecnologie alimentate esclusivamente da combustibili fossili.

Dal 1° gennaio 2025, infatti, è scattato lo stop definitivo alle agevolazioni per le caldaie a gas “stand alone”, comprese quelle a condensazione. Restano invece incentivabili i sistemi ibridi, poiché integrano una quota significativa di energia da fonti rinnovabili, rispettando così gli obiettivi comunitari di decarbonizzazione del parco edilizio.

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